| I SEGRETI DEL CALDO E DEL FREDDO|
- Antonio Motta

- 13 nov 2020
- Tempo di lettura: 3 min
«Mettici un po’ di ghiaccio!»
oppure
«Tienilo al caldo e vedrai che passerà!»
sono frasi che tutti si sono sentiti dire almeno una volta nella vita.
Ma è veramente così?
Perché caldo e freddo sono efficaci come analgesici?
E, soprattutto, quando ricorrere all’uno e quando all’altro?
Il cambio di temperatura è un rimedio con cui da sempre si è cercato di dare sollievo in caso di dolori, gonfiori e contratture.
Leggendo questo articoli capirai come agire correttamente...
Perchè il caldo è analgesico?
Caldo fa rima con vasodilatazione.
Il tessuto su cui viene applicato il calore beneficia di un maggiore afflusso di sangue, quindi ossigeno e nutrienti, che comporta una riduzione della contrazione. In questo modo, ad esempio, un muscolo si rilassa e il dolore si attenua.
Il caldo può essere benefico anche per alleviare il dolore articolare.
il freddo per un'anestesia locale
Con il freddo l’effetto è opposto.
L’azione del ghiaccio induce una significativa vasocostrizione che provoca una riduzione del microcircolo sanguigno.
Il freddo è spesso usato come terapia di primo soccorso.
Ma quindi caldo o freddo?
Appurato il potere terapeutico del caldo e del freddo, è possibile indicare una regola generale su quando ricorrere all’uno o all’altro?
L’applicazione del caldo e del freddo dipende SOPRATTUTTO dalla causa che ha determinato il dolore. La casistica è molto varia, ma faccio qualche esempio:
STORTA ALLA CAVIGLIA --> FREDDO
L’acronimo anglosassone R.I.C.E. sintetizza le azioni da fare per il primo soccorso in caso di distorsione alla caviglia.
R sta per “rest”, cioè riposo: dopo l’infortunio bisogna fermarsi.
C sta per “compression”, ovvero applicare un bendaggio elastico sulla parte lesa per ridurre il gonfiore.
E sta per “elevation”, cioè elevare la gamba, tenerla oltre l’altezza del petto, sempre per favorire lo sgonfiamento.
E la I sta per “ice”, cioè ghiaccio.
Ecco l’intervento del freddo come antidolorifico: prima si applica meglio è, poi a cicli di 15-20 minuti con intervalli di pari durata.
STRAPPI MUSCOLARI E TENDINITI --> FREDDO
Qui posso affermare che trattandosi di tessuti muscolari, possono essere utili entrambe le applicazioni, ma in casi diversi.
Se parliamo di un trauma dopo una caduta è meglio il freddo.
Nel caso di uno strappo muscolare il dolore è dovuto a un'infiammazione e allora va bene il freddo.
Come nel caso della distorsione della caviglia, anche in questo caso l’intervento deve essere tempestivo.
DOLORE ALLA CERVICALE E MAL DI TESTA --> CALDO
In situazioni di crampi e contratture muscolari si può anche decidere di trattare le zone con la terapia del calore.
Le tensioni muscolari, dovute a posture errate protratte nel tempo possono essere alleviate facilmente poggiando sopra la zona interessata qualcosa di caldo come i cuscinetti termici.
Nei casi di dolore alla cervicale o anche per il mal di testa da contrazione, il dolore ha origine nei muscoli di collo e spalle, andrebbe bene anche un getto d'acqua calda per 15/20 minuti per notare un pò di sollievo.
Questi sono solo degli esempi e pochi consigli, forse i più utili per i casi più frequenti, ma è sicuramente farne buon uso e utilizzarli quando necessario.
In ogni caso sia il caldo che il freddo rimangono delle pratiche ottime per alleviare il fastidio/dolore temporaneamente ma poi bisogna ricorrere a cure più specifiche per eliminare totalmente, dove è possibile, la causa del dolore.
Ultimo consiglio ma non meno importante: MAI improvvisare e AFFIDARSI sempre a professionisti.
Loro già dalla prima consulenza sapranno capire il problema e dare soluzioni e consigli immediati.
La mia prima consulenza è sempre. assolutamente, GRATUITA e mi permette di capire veramente tanto del paziente, infatti è una delle fasi del mio lavoro che curo particolarmente e in cui non tralascio nulla.
Questo mi da la possibilità di essere più preciso nella scelta dei trattamenti a cui sarà sottoposto il paziente, nel definire la strada che seguiremo insieme in modo da arrivare prima possibile a liberarlo dal DOLORE.
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Antonio







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