Tendinopatia: Cos'è, Come si Riconosce e Come si Tratta con la Fisioterapia.
- Antonio Motta

- 14 lug
- Tempo di lettura: 7 min
Di Dott. Antonio Motta — Fisioterapista specializzato in terapia manuale e riabilitazione ortopedica, Gela (CL) Pubblicato: 13 Luglio 2026 | Tempo di lettura: 7 minuti

"Ho una tendinite." È una delle frasi più comuni che sento nel mio studio a Gela — e quasi sempre non è corretta. Non perché il dolore non esista, ma perché il termine "tendinite" descrive un'infiammazione acuta che in realtà è presente solo in una minoranza dei casi. La maggior parte di quello che i pazienti chiamano tendinite è qualcosa di diverso, con cause diverse e un trattamento completamente diverso.
Questa distinzione non è accademica. È clinicamente rilevante perché cambierà il modo in cui tratti il tuo tendine — e determinerà se guarisce o si cronicizza.
Il Tendine: Perché Si Fa Male
Il tendine è la struttura che collega il muscolo all'osso e trasmette la forza generata dalla contrazione muscolare al segmento scheletrico. È composto principalmente da fibre di collagene di tipo I disposte in modo parallelo e ordinato — una struttura che gli conferisce alta resistenza alla trazione ma scarsa capacità di sopportare carichi compressivi ripetuti.
La caratteristica che rende i tendini vulnerabili è la loro vascolarizzazione limitata. Rispetto ai muscoli, i tendini ricevono poco sangue — e meno sangue significa meno capacità di riparazione autonoma quando vengono danneggiati. Ecco perché un tendine stressato guarisce lentamente, e perché — se non gestito correttamente — tende a cronicizzarsi.
Tendinite, Tendinosi, Tendinopatia: Le Differenze che Contano
Questi tre termini vengono usati come sinonimi. Non lo sono.
Tendinite
È l'infiammazione acuta del tendine — con presenza di cellule infiammatorie, edema e dolore reattivo. È tipica delle fasi acute (trauma diretto, sovraccarico improvviso) e dura generalmente pochi giorni o al massimo 2-3 settimane. Risponde bene al riposo relativo e, quando indicati, ai FANS. È la forma meno comune di quelle che i pazienti chiamano "tendiniti croniche".

Tendinosi
È la degenerazione del tessuto tendineo senza infiammazione significativa. Le fibre di collagene si disorganizzano, compaiono aree di necrosi focale, si sviluppa neovascolarizzazione patologica (vasi che crescono in zone dove normalmente non ci sono). È la forma più frequente nei tendini che fanno male da mesi o anni. Non risponde agli antinfiammatori — perché non c'è infiammazione da trattare.
Tendinopatia
È il termine ombrello corretto per indicare qualsiasi patologia del tendine, indipendentemente dal meccanismo. Include tendinite, tendinosi e le forme miste. È il termine che la letteratura scientifica usa oggi per evitare di presupporre un meccanismo specifico senza averlo verificato.
💡 La conseguenza clinica diretta: se hai un tendine che fa male da più di 6-8 settimane e hai usato solo riposo e antinfiammatori senza migliorare, probabilmente non hai una tendinite ma una tendinosi. Hai bisogno di un trattamento completamente diverso — che include il carico progressivo, non il riposo.
Le Fasi della Tendinopatia
Il modello clinico più utile per capire e trattare le tendinopatie è il Continuum Model di Cook e Purdam, che descrive tre fasi progressive:
Fase 1 — Tendinopatia Reattiva
Il tendine risponde a un sovraccarico acuto con una risposta di ispessimento non infiammatorio. Il dolore compare durante o dopo l'attività, scompare con il riposo. Il tessuto è strutturalmente intatto — il tendine sta cercando di adattarsi a un carico che supera la sua capacità attuale.
Obiettivo terapeutico: ridurre il carico, mantenere il tendine attivo con carichi isometrici, evitare che la condizione progredisca.
Fase 2 — Disrepair (Mancata Riparazione)
Il tendine inizia a mostrare disorganizzazione delle fibre di collagene, aumento della matrice extracellulare, comparsa di cellule atipiche. Il dolore è più persistente, compare prima nel corso dell'attività e impiega più tempo a calmarsi. La struttura del tendine è alterata ma non ancora irreversibilmente.
Obiettivo terapeutico: stimolare la riorganizzazione del collagene attraverso l'esercizio con carico progressivo, considerare le onde d'urto come acceleratore del processo.
Fase 3 — Tendinopatia Degenerativa
Aree di degenerazione irreversibile — necrosi cellulare, calcificazioni, disorganizzazione massiva delle fibre. Paradossalmente, queste aree possono essere meno dolorose delle fasi precedenti, ma il tendine è strutturalmente a rischio di rottura.
Obiettivo terapeutico: mantenere il tendine funzionale, rinforzare le strutture circostanti, ridurre il rischio di rottura.
Perché la Tendinopatia Cronica Non Guarisce con il Riposo
Questo è il punto su cui insisto di più con i miei pazienti a Gela, perché è controintuitivo e va contro quello che molti hanno sentito dire.
Il tendine degenerato — in fase 2 o 3 — non riceve stimoli sufficienti a riparare il tessuto se non viene caricato progressivamente. Il riposo completo:
Non stimola la sintesi di nuovo collagene
Non riorganizza le fibre disorganizzate
Indebolisce il muscolo connesso, aumentando il carico relativo sul tendine quando si riprende l'attività
Mantiene il tendine in uno stato di "stallo biologico" dal quale non esce spontaneamente
La ricerca degli ultimi venti anni ha dimostrato in modo inequivocabile che il carico meccanico progressivo è il principale stimolo per la rigenerazione tendinea. Non farmaci, non riposo, non terapie passive isolate — il carico controllato e progressivo.
Le Tendinopatie Più Comuni: Una Mappa
È probabilmente la tendinopatia più studiata. Colpisce corridori, calciatori, persone sovrappeso che iniziano improvvisamente un'attività fisica. Si distingue in forma inserzionale (dolore al punto di attacco sul calcagno) e forma del corpo (dolore a 2-6 cm sopra l'inserzione). Le due forme hanno caratteristiche diverse e rispondono a trattamenti parzialmente diversi.
Tendine Rotuleo (Ginocchio del Saltatore)
Tipico di pallavolisti, cestisti, calciatori. Dolore al polo inferiore della rotula, peggiora scendendo le scale e con il salto. Risponde bene all'esercizio eccentrico in declivio (decline squat).
Tendini della Cuffia dei Rotatori (Spalla)
In particolare il sovraspinato. Comune nei lavoratori con braccia alzate, nuotatori, tennisti. Spesso associato a calcificazioni che richiedono un approccio specifico con onde d'urto.
Tendini degli Estensori del Polso (Epicondilite)
Inserzione sull'epicondilo laterale del gomito. Colpisce tennisti, padel player, lavoratori manuali, informatici. È la tendinopatia inserzionale più frequente nell'arto superiore.
Tendine del Tibiale Posteriore
Meno nota ma invalidante — causa dolore e deformità del piede piatto nell'adulto se non trattata.
Trattamento della Tendinopatia: Cosa Funziona
Esercizio con Carico Progressivo: Il Cardine
È il trattamento con le evidenze scientifiche più solide. Il protocollo varia in base alla sede e alla fase, ma la logica è sempre la stessa: partire da carichi isometrici (contrazione senza movimento), progredire verso carichi isotonici e poi verso carichi ad alta velocità che simulano il gesto specifico.

Esercizi eccentrici: per decenni sono stati considerati il gold standard. Il muscolo si contrae mentre il tendine si allunga — un tipo di carico che stimola particolarmente la produzione di collagene. Il heel drop per l'achilleo e il decline squat per la rotulea sono i più documentati.
Esercizi isometrici nelle fasi acute: una scoperta relativamente recente è che le contrazioni isometriche (contrazione muscolare senza movimento articolare) hanno un effetto analgesico immediato sulla tendinopatia — riducono il dolore in 30-45 secondi e l'effetto dura ore. Sono preziosi nelle fasi in cui il carico eccentrico è ancora troppo doloroso.
Onde d'Urto
Sono il complemento più efficace all'esercizio terapeutico nelle tendinopatie croniche — in particolare nelle forme che non rispondono all'esercizio da solo o quando è presente una componente calcifica. Il meccanismo è la neovascolarizzazione e la stimolazione dei fibroblasti a produrre nuovo collagene. Nelle tendiniti calcifiche (soprattutto alla spalla) hanno un tasso di risoluzione molto elevato.
Tecarterapia
Utile nelle fasi subacute per ridurre il dolore e preparare il tendine al lavoro con esercizi. Non è un trattamento definitivo per la tendinopatia cronica — è un supporto che abbassa la soglia del dolore e aumenta la tolleranza al carico.
Cosa Evitare
Cortisonici locali: le infiltrazioni di cortisone riducono il dolore a breve termine ma peggiorano strutturalmente il tendine nel lungo periodo, aumentando il rischio di rottura. Le linee guida attuali le sconsigliano come trattamento ripetuto delle tendinopatie croniche.
Riposo completo prolungato: come spiegato sopra, non stimola la guarigione e indebolisce la struttura muscolo-tendinea complessiva.
Il Ruolo dell'Ecografia nella Valutazione della Tendinopatia
L'ecografia muscolo-tendinea è lo strumento di imaging di prima scelta per le tendinopatie — più accessibile della RMN, più rapida e con il vantaggio della valutazione dinamica in tempo reale.
Permette di vedere lo spessore del tendine, la struttura delle fibre (ordinata vs disorganizzata), la presenza di calcificazioni, la vascolarizzazione patologica (neovascolarizzazione con power Doppler) e il comportamento del tendine durante il movimento.
Nel mio studio, quando ricevo l'ecografo nei prossimi mesi, utilizzerò la valutazione ecografica per monitorare oggettivamente il recupero delle tendinopatie durante il percorso riabilitativo — uno strumento che oggi pochissimi studi in Sicilia mettono a disposizione.
Tempi di Recupero dalla Tendinopatia
Fase | Durata tipica del recupero |
Tendinopatia reattiva (fase 1) | 2–6 settimane |
Tendinopatia in disrepair (fase 2) | 3–6 mesi |
Tendinopatia degenerativa (fase 3) | 6–12 mesi o più |
Tendinite calcifica con onde d'urto | 4–8 settimane (per il dolore) |
Questi tempi presuppongono un programma di esercizi costante. Il recupero non è lineare — ci sono fasi di miglioramento e fasi di plateau normali.
Domande Frequenti sulla Tendinopatia (FAQ)
Qual è la differenza tra tendinite e tendinosi? La tendinite è un'infiammazione acuta del tendine, tipica delle fasi iniziali e reattive. La tendinosi è una degenerazione cronica del tessuto tendineo senza infiammazione significativa. Nei dolori tendinei che durano da mesi, si tratta quasi sempre di tendinosi — che non risponde agli antinfiammatori ma richiede esercizio con carico progressivo.
Il riposo guarisce la tendinopatia cronica? No. Il riposo riduce il dolore temporaneamente ma non stimola la rigenerazione del tessuto tendineo degenerato. Il trattamento efficace richiede carico meccanico progressivo e controllato — l'opposto del riposo.
Le infiltrazioni di cortisone aiutano la tendinopatia? A breve termine riducono il dolore, ma le evidenze mostrano che peggiorano la struttura del tendine nel lungo periodo e aumentano il rischio di rottura. Le linee guida attuali le sconsigliano come trattamento ripetuto.
Quando le onde d'urto sono indicate per la tendinopatia? Nelle tendinopatie croniche in fase di disrepair o degenerativa che non rispondono adeguatamente all'esercizio terapeutico, e in presenza di calcificazioni tendinee. Sono particolarmente efficaci nella tendinite calcifica della spalla, nell'epicondilite cronica, nella fascite plantare e nella tendinopatia achillea.
Quante sedute di fisioterapia servono per una tendinopatia? Dipende dalla fase. Una tendinopatia reattiva recente risponde in 6-10 sedute. Una tendinopatia cronica in fase degenerativa può richiedere 15-25 sedute su 3-6 mesi, con un programma di esercizi domiciliari fondamentale.
Posso continuare lo sport con la tendinopatia? In molti casi sì, con modifiche al carico. L'obiettivo non è smettere di fare sport ma gestire il carico in modo che il tendine possa adattarsi progressivamente. Il fisioterapista valuta caso per caso la soglia di tolleranza e la progressione.
C'è un fisioterapista per le tendinopatie a Gela? Sì. Il Dott. Antonio Motta ha il proprio studio a Gela in Via E. Romagnoli 45, specializzato in terapia manuale e riabilitazione ortopedica. Per prenotare: antoniomottafisio@gmail.com oppure WhatsApp 347 469 3417.
Conclusione: Il Tendine si Cura con il Carico, Non con il Riposo
La tendinopatia è una delle condizioni più mal gestite in fisioterapia — non per mancanza di trattamenti efficaci, ma perché il trattamento corretto (carico progressivo) è controintuitivo rispetto a quello che il paziente si aspetta (riposo e antinfiammatori).
Con una diagnosi accurata che identifichi la fase della tendinopatia e un programma di esercizi progressivi personalizzato, la grande maggioranza delle tendinopatie — anche quelle croniche — risponde bene e permette il ritorno completo alle attività.
Dott. Antonio Motta — Fisioterapista Via E. Romagnoli, 45 — Gela (CL) 📧 antoniomottafisio@gmail.com 📱 WhatsApp: 347 469 3417 🌐 antoniomottafisioterapia.it
Informazioni fornite a scopo educativo e divulgativo. Non sostituiscono una valutazione clinica personalizzata.





Commenti